Gli irrinunciabili

Sul gusto personale non si può sindacare e questo è un fatto.

Ma ci sono cose sulle quali vi consiglio di non transigere mai, come sull’attenta scelta di una casa anche in base alle condizioni della cucina e del bagno [se arredati].

Scusi, a che piano va? 
Io non sono favorevole agli appartamenti al piano terra, o al piano di passaggio; questo perché tengo molto alla mia privacy ma non ho alcun tipo di freno inibitore quando si tratta di starsene comodi a casa. Capirete bene che, per me, è inconciliabile vivere in un appartamento con le finestre fronte strada quando d’estate mi accorpo al fan club di quelli che girano in mutande [come rovinarsi subito la reputazione su internet!].
Sembrerà una cosa da poco, ma se siete particolarmente attenti anche ai rumori tenete in considerazione che tutti gli appartamenti “sotto altri appartamenti” subiscono quello che viene da me definito l’effetto *la vicina che cammina coi tacchi* o *la vicina che sposta i mobili alle 3 del mattino*: probabilmente non sono condizioni reali, ma nelle case italiane – specialmente quelle datate – anche alzarsi per andare in bagno a notte fonda è un siparietto che viene comunicato involontariamente a tutto il condominio.

Giardino sì, giardino no.
Lo spazio esterno è considerato un plus, purtroppo, e non un must.
Una casa con un balcone, un terrazzo, un giardino, una resede, costa comunque sempre qualcosa di più, ma costa di più anche sul piano temporale e della cura: ci sono migliaia di poveri giardini maltrattati che griderebbero vendetta dall’erbaccia alta se potessero.
Qualsiasi affaccio esterno richiede molta attenzione, costanza e fatica: non scegliete una casa con giardino perché ipoteticamente vi ci vedete a coltivare un roseto, ma solo se in via pratica sareste in grado di seguirlo. Qualora vi facciate un esame di coscienza e vi trovaste impreparati, optate per qualcosa di più blando come un terrazzino: arredabile anche senza piante o con piante poco impegnative ma pur sempre adatto a prendere un po’ di aria fresca.
Ho provato tutte le tipologie di casa e sceglierei, personalmente, mille volte, il giardino.

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L’amore per le piccole cose, ovunque si va

Il Guardaroba è uno spazio mentale.
La stanchezza a fine giornata ci porta a buttare i vestiti ovunque e rende l’ordine una mission impossible per chiunque.
Per questo, se possibile, io suggerisco sempre di sacrificare una parte della camera [o una cameretta studio intera] a guardaroba: eliminare gli armadi di mondo convenienza in favore di uno spazio dedicato esclusivamente ai vestiti sembra una follia ma non lo è.
Una stanza chiusa – o un’area limitata e nascosta – dove tenere i vestiti, e magari relegare il caos di scarpe e affini, può concedere alla camera da letto un po’ di respiro e di ordine in più.
E una camera da letto ordinata è un ambiente accogliente e delicato nel quale lasciarsi andare dopo una giornata di stress.

L’elettronica: ad ognuno il suo posto.
Ora diventerò seriamente impopolare, ma sono contraria all’elettronica di qualsiasi genere in camera; siamo già costretti a vivere immersi in essa tutto il giorno, almeno nei momenti di abbandono sarebbe meraviglioso non avere niente che possa interferire.
Quindi no alla comodissima e allettante tv in camera.. che, tra l’altro, ammazza l’eros.
Sì alle candele, all’incenso, ai tappeti scendiletto, alle coperte morbide, alla luce soffusa di una persiana accostata.

L’angolo Lettura, questo sconosciuto.
Una cosa alla quale non so rinunciare è questo, il famoso angolo da lettura; sembra un mostro mitologico, in realtà basta davvero poco per creare una zona dove relax e concentrazione la fanno da padroni.
Ad aiutare in questa impresa ci sono sicuramente gli amati libri: la loro presenza, anche senza far nulla, ispira calma e porta il cervello a viaggiare sulle onde dell’immaginazione.
Quindi una piccola libreria, una poltrona comoda e una lampada, possono essere la formula ideale per ritagliare questo microspazio anche in ambienti molto limitati.

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Perché pensare solo a tinte unite e spazi uniformi? Perché non spezzare la monotonia con scritte fatte a mano?

Il bagno. Il vero problema delle case italiane.
Il titolo sembra eccessivo ma ne sono profondamente convinta: i residuati bellici che abbiamo al posto dei bagni – nelle case in affitto – sono ingestibili, inguardabili e spesso ci costringono a delle routine davvero incasinate.
Anzitutto per le mattonelle, il primo elemento “da urlo” che si incontra sul percorso, ed in seconda posizione troviamo anche i sanitari dalle forme improbabili, usurate, a volte anche dai colori allucinanti [ho visto bagni giallo canarino e rosa antico].
Da non sottovalutare anche i mobili: i proprietari, generalmente, mantengono inalterato l’arredamento del bagno con i mobili originali di quando hanno comprato casa; perciò troviamo suppellettili che sono vere e proprie macchine del tempo, solo con molti più segni d’uso e sporco.
Il mio consiglio è di dare valore al bagno, quando si sceglie casa, ma di non farsi abbattere né accecare da quest’ultimo: le mattonelle [salvo i casi disperati] si possono minimizzare o valorizzare con i giusti dettagli e con i giusti mobili.
Sconsiglio vivamente l’uso di tinte ceramiche per due motivi: il primo è che non sempre il fai da te conviene, specie se non si ha una mano rodata. Il secondo, oltre all’essere d’accordo col proprietario, è che le tinte ceramiche non aggrappano perfettamente su tutti  i tipi di supporto e potreste ben presto trovarvi con muri scrostati ed effetti da film horror, dato che il bagno è la zona più soggetta ad umidità ed effluvi della casa.

Le mattonelle del bagno
Mattonelle marroncine sfumate sul verde salvia. A chi può venire in mente un accostamento del genere? Non lo so, ma non mi ci è voluto troppo per farle scomparire a fronte di un arredamento ordinato, fresco e un po’ romantico.
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L’illuminazione

La luce, insieme ai tessili, è annoverabile tra gli alleati numeri uno per ogni arredatore.

Un punto luce mirato e ben scelto cambia radicalmente l’aspetto di una stanza, nasconde i difetti, accentua i pregi.

E non crediate che per avere questi effetti sia necessario forzatamente scegliere costosissime applique Targetti o l’Arco di Flos [ricordo comunque sono oggetti che mi fanno battere il cuore come poche cose al mondo]; ad oggi il mercato ci offre tantissime soluzioni economiche, molte anche fai-da-te.

 

 

Applique o Lampadario? Piantana o abat-jour? Quanti lumen per quale ambiente? Qui una breve serie di prospetti su come si comportano i diversi tipi di lampade – e lampadine – rispetto l’ambiente in cui vengono collocate.

Partiamo dalla cosa più semplice, cioè una blanda classificazione sui tipi di lampade:
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Quanti lumen? Al posto dei watt? In quale ambiente?

tipi_di_luce

Cannata&Partner ci fa un piccolo riassunto sui tipi di luce e su come impattano sugli ambienti
Lo trovate qui

Anche Houzz ci dà qualche spiegazioni utile sul perché scegliere un certo tipo di illuminazione piuttosto che un altro
Lo trovate qui

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Per tutti gli altri dubbi che potreste avere.. beh, ci sono io!
E mi trovate qui