La casa in Affitto

Già lo so: una volta arrivati a fine articolo vi chiedere perché diavolo ho scelto di scrivere un pezzo che dice tutto ed il contrario di tutto.

La risposta, nonché il preambolo, è semplice: la vita è fatta di impreviste e scelte alle quali, a volte, non si era pensato d’arrivare.

Comprare casa è un imprinting che abbiamo avuto tutti sin da piccini proprio per la cultura nella quale nasciamo: il mattone è un solido investimento, l’idea di trascorrere un’infanzia felice sempre nello stesso posto, con gli stessi vicini e amici, è pura poesia. L’idea della famiglia radicata nel quartiere, infondo, è un dipinto meraviglioso.
Eppoi è casa tua: ci fai quel che ti pare. O così dicono.

Ma comprare casa è anche fissità in un mondo contemporaneo mobile, è anche un mutuo, tasse, spese e burocrazia a non finire.

L’affitto, il resto d’Europa ci insegna maggiormente, è una soluzione comoda e pratica che annulla e sostituisce le brutture di una casa in affitto: alcune spese sono comunque a carico del proprietario, i costi sono più contenuti, si può scegliere tra un appartamento già arredato o non arredato, tanti affitti includono anche una quota fissa di consumi che non ci riserverebbe sorprese.

Ma, come tutti giustamente fanno notare, anche l’Affitto è un rischio: non sai mai che “magagne” può avere l’appartamento in cui vai ad abitare ed in genere si tratta di immobili vecchi e trascurati proprio perché non vissuti dai proprietari. Spesso sono case abbandonate a loro stesse, con mobili discutibili maltrattati anche dagli affittuari precedenti che non hanno il buon gusto di tenere con cura gli oggetti di altre persone.
Ed è anche questo un problema sottinteso: un appartamento in affitto non sarà mai tuo, quindi l’affittuario sente – dentro di se – di non essere mai veramente a casa propria.

La casa di proprietà è un bellissimo, ma oneroso, sogno dipendente da una serie di fattori economici importanti; la casa in affitto è più accessibile ed alla portata di tutti. Ma come renderla accogliente?

 

 

 

  1.  Scegliere l’appartamento giusto: ok, è un’ovvietà. Si scegliere sempre una casa in base alle proprie esigenze, ma quello che non si pensa mai è che le dimensioni contano.
    Negli appartamenti contemporanei si risparmia spazio e si creano ambienti sempre più piccoli ma efficienti dal punto di vista energetico: gestire questo tipo di spazi non è così semplice perché bisogna avere sempre radicata la mentalità less is more. E, non prendiamoci in giro, non siamo tutti portati per vivere con pochi – azzeccati – oggetti.
    Prima di scegliere, perciò, analizzatevi.
    Cercate di capirvi, di capire cosa vi piace, se proprio non potete fare a meno del giardino, se vi basta un angolo cottura a due fuochi o se avete bisogno della cucina di Cracco.
    Abbiate il buongusto di sapere cosa sacrificare: fare i pendolari, fare più chilometri giornalieri, per avere una grande casa in campagna o scegliere i mezzi pubblici e l’appartamento in centro?
    Ricordatevi che, comunque, ci si può adattare a tutto, ma una cosa non cambia mai: l’onestà premia. Specialmente con se stessi.
  2. Due stanze sono decisive nella scelta della casa: la cucina ed il bagno.  La prima è la parte della casa dove generalmente si vive di più perché, ad oggi, molte cucine sono incluse nella zona living; quindi dove ci si rilassa si cucina, si guarda la tv, si mangia tutti insieme. Una brutta cucina è qualcosa su cui possiamo anche passare sopra ma una cucina vecchia, poco funzionale, con elettrodomestici che rischiano il corto circuito appena si accendono, non è roba per cui fare spallucce.
    Il bagno, invece, è il grande elefante nella stanza che tutti i proprietari fanno finta di non vedere e questo perché ristrutturare il bagno è spesso molto oneroso; specialmente nelle case datate, i bagni, si presentano con finiture e arredi che ad oggi possono solo stimolare i nostri bisogni fisiologici primari. Mattonelle inguardabili, sanitari corrosi e crepati, mobiletti in truciolare scollati, anni e anni di umidità nascosta sotto l’ultima imbiancatura.
    Benché io sia un’accanita sostenitrice del “datemi un pennello e due mobili ikea e potrò vivere dappertutto”, questi due ambienti influenzeranno tantissimo il vostro modo di vivere la casa.
  3. La disposizione dei mobili. In un articolo a parte parlerò approfonditamente delle disposizioni dell’arredamento nelle varie stanze ma per ora vi do giusto un assaggio: è follia posizionare un letto matrimoniale in opposizione alla porta della camera, così come bisogna tenere la testa lontana dai termosifoni. Sono piccole semplici regole che ci possono aiutare a vivere meglio.
    Anche le tinte rosso fuoco in camera sono altamente sconsigliate.
  4. Il troppo, il poco, la via di mezzo come il Santo Graal. Non amo particolarmente le case affollate di suppellettili e non sono una fan della Thun; non mi vedrete mai, e dico mai, comprare un gattino di vetro fucsia come porta foto né uno gnomo come porta incensi.
    Anche io ho i miei vezzi ed il mio gusto, non giudico il vostro, ma preferisco le sobrie vie di mezzo alle mensole affollate, alle vetrine ricolme di oggettistica, ma anche agli ambienti asettici da rivista di architettura futurista.
    Quando comprate – e di conseguenza arredate – fatevi sempre la domanda: ma mi serve in maniera viscerale? Perché a volte la scarpetta d’argento trovata al mercatino del martedì può anche rimanere dov’è. Cioè sul banco del mercato.
  5. Tutto esposto come in un negozio è sbagliato. Lo affermo. Cioè, è uno statement.  Odiatemi, ma tutto – proprio tutto – mostrato è un errore per due motivi: il sovraffollamento ottico farà sembrare sempre tutto in disordine anche quando non lo è  e la polvere non perdona.
    Se potete scegliere orientatevi su mobili chiusi laddove possibile: per il guardaroba [se non avete una stanza apposita ], per la dispensa, per gli ambienti di servizio.
  6. Ma l’arredamento è già presente, come devo fare? Le cose sono due: o ti rassegni o combatti.
    Indiscutibilmente molti proprietari non sono disposti a sborsare un centesimo per migliorare l’arredamento, ma ciò non toglie che si possa tentare la trattativa: tu non me lo dai ridipinto di fresco, me lo imbianco da me, ma mi cambi la cucina perché a parità di spesa si potrebbero anche equivalere.
    Un altra mossa utile è semplicemente spostare i mobili: quel brutto mobile buffet in ingresso lo potete anche spostare in salotto, se proprio lì non ci sta.
    Infine siate propositivi: a volte molti proprietari non si vogliono curare di come la casa viene gestita, ma sono tutti – e dico tutti – sempre contenti di sapere se vi vengono apportate migliorie che possono rimanere nel tempo o che possono mantenerla in uno stato migliore.

Io ho cambiato molte case in affitto e sono sempre stata disponibile a cogliere il potenziale di ognuna di esse: in quasi tutte mi sono portata il mio arredamento, quindi ho sempre “fatto nido”. Ma ho mantenuto sempre un filo conduttore ad ogni trasloco: anche se la casa non è mia, per il periodo in cui ci starò, la tratterò come se lo fosse cioè al meglio delle mie possibilità.

 

 

 

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